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Tu chiamale se vuoi… elezioni

La politica è peggiorata da quando sui muri delle città non si riescono più a distinguere i manifesti dei candidati da quelli dei cantanti da balera.

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Revisionismo, storia e romanzi.

“La forza del revisionismo sta nei suoi paradigmi, più vicini ai luoghi comuni che alla complessità della ricerca storica. Sicuramente quello che sta avvenendo è una decostruzione a tutto campo. Sta avvenendo la stessa cosa su Salò. La ricerca storica continua a portare prove molto pesanti sulle responsabilità degli italiani negli eccidi. Eppure l’unica costruzione che ha vinto è quella di Giampaolo Pansa sul sangue dei vinti. E l’unica vulgata che ancora regge è di stampo azionista. La storiografia ex comunista si è totalmente disintegrata. E’ un segno dei tempi che i primi due segretari del Pd abbiano scritto due romanzi. Con i vecchi leader del PCI non sarebbe avvenuto così. La sinistra ha perso il rapporto con la storia: anche l’albero genealogico del Pd resta poco chiaro. Gramsci c’è o non c’è? E Togliatti? E l’antifascismo?”

Giovanni De Luna, sull’Unità di oggi

Sulla questione morale

Mentre tutti parlano di questione morale, danni al partito e classi dirigenti, mi è venuto in mente un aneddoto che ho letto qui:

“Nell’immediato dopoguerra in alcune borgate della cosiddetta (allora) “cintura rossa” di Roma, giovani disoccupati iscritti al Pci, privi di qualsiasi fonte di sostentamento e possibilità di lavoro onesto, erano costretti a rubare. Ma prima di sparire nelle tenebre della notte, depositavano nelle mani del segretario della Sezione le loro tessere di iscrizione al partito, affinché in caso di arresto la polizia non le trovasse nelle loro tasche e non si potesse leggere sui giornali reazionari del mattino dopo: “Assicurata alla giustizia una banda di ladri comunisti”. “